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La Chiesa cattolica non scelse mai le strade battute, né accettò i luoghi comuni; non fu mai rispettabile. Sarebbe stato facile accettare la potenza terrena degli ariani; sarebbe stato facile, nel calvinistico diciassettesimo secolo, cadere nel pozzo senza fondo della predestinazione. È facile essere pazzi; è facile essere eretici; è sempre facile lasciare che un’epoca si metta alla testa di qualche cosa, difficile è conservare la testa; è sempre facile essere modernisti, come è facile essere snob. Cadere in uno dei tanti trabocchetti dell’errore e dell’eccesso, che, da una moda all’altra, da una sètta all’altra, sono stati aperti lungo il cammino storico del Cristianesimo – questo sarebbe stato semplice. È sempre semplice cadere; c’è una infinità di angoli a cui si cade, ce n’è uno soltanto a cui ci si appoggia. Perdersi in un qualunque capriccio, dallo Gnosticismo alla Christian Science, sarebbe stato ovvio e banale. Ma averli evitati tutti è l’avventura che conturba; e nella mia visione il carro celeste vola sfolgorante attraverso i secoli, mentre le stolide eresie si contorcono prostrate, e l’augusta verità oscilla ma resta in piedi”. (G. K. Chesterton, Eretici)

Un uomo che trova la propria via verso il cattolicesimo, nel groviglio della cultura moderna, deve riflettere profondamente, più di quanto abbia fatto in vita sua. Spesso deve indugiare tristemente su aride astrazioni, come se studiasse la matematica con la speranza di essere uno dei primi tra gli universitari di Cambridge. Deve sapere quali siano gli aspetti sotto i quali la religione può apparire sordida o banale o umiliante o dura. Deve essere cosciente di tutte le attrattive del paganesimo, almeno quel tanto da sapere quanto siano attraenti. Ma, soprattutto, deve pensare; soprattutto deve preservare la propria indipendenza intellettuale. Io dico che, quando sarete convinti, quando sarete razionalmente convinti, quando sarete giunti al termine del lungo cammino della ragione, quando avrete decifrato le aggrovigliate questioni del momento, quando avrete scoperto le risposte, allora vi troverete improvvisamente nel mattino del mondo. Allora vi troverete tra fatti e non teorie: fatti meravigliosi come fiabe, fatti come quelli che gli antichi dipinsero quando vollero raffigurare una terra di giganti e un’epoca di eroi. Allora sarete ritornati all’età dell’epica; allora sarete ritornati all’epoca delle cose compiute. (La Cristianità a Dublino)

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