Partiamo per Londra. Anzi no. Incredibile come una cosa sicura e senza controindicazioni possa diventare un incubo in poche ore. Viaggio fuori stagione, quindi voli accessibili e poca folla nei luoghi di villeggiatura. Cosa ti va a succedere? Nebbia. Nebbia in tutto il sud della Gran Bretagna. Voli cancellati o in ritardo. Erano 10 anni almeno che non succedeva. Ci consigliano di non aspettare i voli successivi, per oggi è meglio lasciar perdere. Forse domani, ma l’unico volo messo bene domani è quello delle 9 di sera. Ci viene da piangere: stavolta, contrariamente alle nostre abitudini, abbiamo prenotato tutto: macchina, ingressi nei siti storici, alberghi. Rischiamo di perdere 1000€ come niente. Domani ci riproviamo, sperando per il meglio. Little John al momento di tornare a casa ha protestato dicendo “vojo aeeo, adesso, sì!”. Quanto lo volevamo anche noi! Chenne non ha capito cosa è successo, è stato solo strapazzato per tutta la giornata. Ma la cosa più buffa che ci è capitata in questa giornata, per tutto il resto tragica, è stato quando siamo tornati indietro. Mentre trascinavamo tristemente piedi, figli e trolley, siamo passati per il controllo passaporti, perché l’unica via di uscita era attraverso gli arrivi, e il poliziotto ci ha chiesto: “da dove venite?” e io “dal piano di sopra. Non siamo partiti”. Non solo. Appena usciti dall’area ristretta ci siamo imbattuti in una signora che evidentemente doveva accogliere dei passeggeri di qualche volo che ci ha chiesto “voi di che volo siete?”. E io, sempre più sconfortata “di nessuno, veniamo dal piano di sopra. Ci hanno cancellato il volo”. Ciliegina sulla torta: abbiamo lasciato i bagagli imbarcati all’aeroporto per non doverceli trascinare appresso e soprattutto non aspettare la partenza del volo prima di poterli riprendere. Sicuramente e sottolineo sicuramente non li ritroveremo più, o saranno rovinati, o li avranno aperti senza alcuna grazia per controllarli e dovremo ricomprare valigie e vestiti nuovi.

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