Ho rivisto questa immagine perché stavo cercando una cosa

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e ho notato un particolare che mi ha fatto riflettere. Luca Signorelli nel dipingere la coronazione dei Santi ha voluto far sì che ognuno mettesse la corona all’altro. I Santi non si incoronano da sé, ma ricevono il riconoscimento da qualcun altro. Questo perché sono più impegnati a santificare gli altri che a incensare loro stessi.
E questo mi ha ricordato quella storia cinese che dice così:
Un mandarino cinese venuto a morte, mentre si avviava al paradiso cui era destinato, ebbe voglia di visitare l’inferno. Fu accontentato e condotto al soggiorno dei dannati: un’aula immensa, con tavole imbandite su cui fumava, profumando l’aria, il cibo nazionale in enormi vassoi, il riso, il diletto e benedetto riso. Attorno alle tavole sedevano innumerevoli persone ciascuna minita di bacchette di bambù per portare il cibo alla bocca. Ogni bacchetta era lunga due metri e doveva essere impugnata ad un’estremità. Ma, data la lunghezza i commensali tentavano invano di nutrirsi ma per quanto si affannassero, non riuscivano a portare il cibo alla bocca. Da ciò dolore, spasimi e stridore di denti.
Colpito da quello spettacolo di inedia nell’abbondanza, il mandarino proseguì il suo cammino verso il soggiorno dei beati. Ma quale fu la sua sorpresa nel constatare che il paradiso si presentava identico all’inferno: Un ampio locale con tavole imbandite, vassoi enormi di riso fumante, da mangiarsi colle identiche bacchette di bambù lunghe due metri e impugnate ad una estremità.
L’unica differenza stava nel fatto che ciascun commensale anziché tentare di imboccare se stesso, dava da mangiare al commensale di fronte in modo che l’altro potesse fare altrettanto. Cosi tutti avevano di che nutrirsi con piena soddisfazione e serenità.

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