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Dal diario di Little John

“Dopo circa tre mesi quei due mi hanno riportato dalla pediatra. Devo dire che stavolta mi ha fatto meno paura, ho pianto solo un po’ quando mi ha messo quel coso tondo e freddo sul petto e sulla schiena, ma per il resto mi sono più che altro guardato intorno con più calma e interesse.
Il momento imbarazzante c’è stato quando la dottoressa ha fatto alcune domande ai miei. La prima domanda è andata bene: “Mangia?” e loro
“Si, mangia tutto”
“Gattona?”
“Sì, ma ancora non prova seriamente a camminare, però gattona molto”
Lei “mette il pollice e l’indice a pinza per afferrare le cose?”
e loro: “Sì”
Poi è venuto il bello:
“Dice qualche sillaba in più?”
e loro “no”
“Vi imita?”
“No”
“Indica le cose?”
Io li vedevo sempre più attoniti rispondere
“No”
La dottoressa avrà pensato che sono in ritardo come il 719 alla fermata del Trullo angolo Via Sarzana!!! Ma come, ma se imito la pecora e faccio “Beee” anche con il vibrato, se faccio “Cra” quando sento la cornacchia… Ma se quando vedo Gatto lo indico e mi sporgo verso di lui, se quando siamo a tavola indico che voglio quello che mangia papà, se vedo il biberon gli punto il dito; ma se quando nonna tossisce anch’io tossisco e quando papà batte le mani sul seggiolone lo faccio anch’io… che devo fare di più, mettermi una palla sul naso e battere le mani?
Dove sono capitato, dove sono capitato”

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