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Un uomo si ammalò. I familiari chiamarono il medico del paese. Questi praticava in quel paese da tanti anni ed era famoso per essere poco indulgente con i vizi dei suoi pazienti. I parenti fecero credere al malato che il medico era venuto per uno di loro e che passava da lui solo per un saluto. Dopo la veloce visita il dottore disse: “vostro padre non deve più mangiare carne, né bere vino, altrimenti il male peggiorerà e sarà necessario tagliare il piede.”

I figli, sapendo quanto il loro padre fosse ghiotto di carne e di vino preferirono non dirgli la verità. Decisero solamente di ridurre le porzioni. Ma il male peggiorò. Fu così chiamato di nuovo il medico. “Non vi avevo forse detto di non dargli più né carne né vino? Adesso dovremo amputargli il piede; portatelo da me domani o sarà troppo tardi”.

I parenti, sapendo quanto fosse irascibile il padre con i medici e tanto più all’idea di andare all’ospedale, preferirono non dirgli nulla ancora una volta e di chiamare un altro medico dalla città, famoso per essere molto indulgente con i malati. Venne il dottore e con la sua aria molto gioviale non diede neanche a vedere che stava visitando il paziente il quale fu molto rallegrato da una persona così disponibile. “Lei non ha nulla mio caro signore – disse infatti il medico – solo i medici di una volta, con le conoscenze scientifiche del secolo scorso vedono in questo piede gonfio un pericolo e prescrivono divieti e proibizioni. Ma lei non li ascolti, continui con la sua solita vita, stia allegro e non si preoccupi. Essere preoccupati fa ammalare, stare sereni fa guarire. Vedrà che fra pochi giorni sarà tutto passato.”

Il pover’uomo cercò di stare allegro e di non preoccuparsi, ma il dolore aumentava. Oramai allo stremo, febbricitante, e con la cancrena che risaliva sempre più, ordinò ai figli di chiamare il medico del paese. Questi arrivò che ormai era troppo tardi e non poté fare altro che sentenziare quante ore mancavano alla sua dipartita. L’uomo disperato chiese di far entrare i figli e rivolse loro queste parole: “Avete avuto troppo rispetto per le mie debolezze, mentre avreste dovuto trattarmi con più durezza; ora muoio per la mia testardaggine e per la vostra paura; chiamate il prete così che almeno possa curarmi l’anima prima di renderla a Dio”.

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