L’8 settembre 1977 Montini confidava all’amico filosofo Jean Guitton: “C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fedeCapita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di San Luca: ‘Quando il Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?’. Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. Questo, secondo me, è strano. Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo. Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia. Ciò che manca in questo momento al cattolicesimo è la coerenza. Spetta al Papa raddrizzare, riunire, rendere coerente ciò che è incoerente”.

(in Jean Guitton, Paolo VI segreto, pp. 152-153)

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