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Lo dice il deo Aniene:

Durante le vacanze ho letto i due libri di Costanza Miriano, Sposati e sii sottomessa e Sposala e muori per lei, che hanno suscitato tante polemiche… all’estero. Interrogazioni parlamentari in Spagna per farlo ritirare dalle librerie, articoli un po’ ovunque, ma qua poco o nulla, tranne un’intervista a La zanzara a dir poco surreale. Cosa dà tanto fastidio in questi due libri, nel primo soprattutto? Forse non tanto la parola “sottomessa” quanto “sposati”. Infatti ci sono stati recentemente vari libri che inneggiavano alla sottomissione femminile rispetto all’uomo (vedi 50 sfumature di grigio), ma finché si tratta di fantasie sono considerate accettabili, ma non dite a una donna che nella vita reale dovrebbe veramente fare un passo indietro e non assillare il suo uomo che, apriti cielo, questo non è più tollerabile. Agli uomini più essere fatta e detta qualunque cosa.

Non continuo con la spiegazione, teologica, del significato della sottomissione nel cristianesimo, leggetevi i libri. Comunque, vi assicuro, è quanto di più lontano si possa pensare sia dalla sottomissione femminile nell’Islam sia da quella conosciuta dalle nostre parti fino a pochi decenni fa, per cui la donna doveva accettare pazientemente dall’uomo qualunque cosa, non ultimi tradimenti e botte. Ha più a che fare, invece, con la cavalleria medievale. Era la grazia della dama a spronare il cavaliere a compiere le più grandi prodezze e più la dama era graziosa (nel senso di piena di grazia, di virtù), più i cavalieri le si affollavano intorno per servirla ed aiutarla. Questo non le impediva, anzi, di essere la castellana, ovvero di comandare accanto al consorte.

Tornando al titolo del post, volevo proporvi una pagina tratta da Sposala a muori per lei in cui si parla della “Terza via”, quella della mediocrità, che umilia soprattutto gli uomini.

terza via

All’angelo della Chiesa di Laodicèa scrivi:
Così parla l’Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio: Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. Tu dici: «Sono ricco, mi sono arricchito; non ho bisogno di nulla», ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, vesti bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua nudità e collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista. Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti. Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono, come io ho vinto e mi sono assiso presso il Padre mio sul suo trono. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Ap 3, 14-22

AGGIORNAMENTO:

“Nella festa dell’Epifania, in cui ricordiamo la manifestazione di Gesù all’umanità nel volto di un Bambino, sentiamo accanto a noi i Magi, come saggi compagni di strada. Il loro esempio ci aiuta ad alzare lo sguardo verso la stella e a seguire i grandi desideri del nostro cuore. Ci insegnano a non accontentarci di una vita mediocre, del “piccolo cabotaggio”, ma a lasciarci sempre affascinare da ciò che è buono, vero, bello… da Dio, che tutto questo lo è in modo sempre più grande!” Papa Francesco, omelia per la messa dellEpifania 2014

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