Tag

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esròm, Esròm generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn, Salmòn generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asàf, Asàf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabèle, Zorobabèle generò Abiùd, Abiùd generò Elìacim, Elìacim generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.

 

La genealogia in Matteo è una genealogia di uomini, in cui, tuttavia, prima di Maria, con la quale la genealogia termina, sono menzionate quattro donne; Tamar, Rahab, Rut e “la moglie di Uria”. Perché compaiono queste donne nella genealogia? Secondo quale criterio sono state scelte?
Si è detto che tutte e quattro sarebbero state peccatrici. Così la loro menzione implicherebbe l’indicazione che Gesù avrebbe preso su di sé i peccati e, con questi, i peccati del mondo, e che la sua missione sarebbe stata la giustificazione dei peccatori. Ma questo non può essere stato l’aspetto determinante della scelta, soprattutto perché non è applicabile a tutte e quattro. Più importante è il fatto che che tutte queste donne non erano ebree. Per il loro tramite entra quindi nella genealogia di Gesù il mondo delle genti – si rende visibile la sua missione verso ebrei e pagani.
Soprattutto, però, la genealogia termina con una donna: Maria, che in realtà, è un nuovi inizio e relativizza tutta la genealogia. Attraverso tutte le generazioni tale genealogia aveva proceduto secondo lo schema: “Abramo generò Isacco…”. Ma alla fine compare una cosa ben diversa. Riguardo a Gesù non si parla più di generazione, ma si dice: “Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo” (Mt 1, 16). Nel successivo racconto della nascita di Gesù si dice che Giuseppe non era il padre di Gesù e che egli intendeva ripudiare Maria in segreto a causa del presunto adulterio: “Ciò che in lei è stato concepito è opera dello Spirito Santo” (Mt 1,20). Così l’ultima frase dà una buona impostazione all’intera genealogia. Maria è un nuovo inizio. Il suo bambino non proviene da alcun uomo, ma è una nuova creazione, è stato concepito per opera dello Spirito Santo.
La genealogia rimane importante: Giuseppe è giuridicamente il padre di Gesù. Mediante lui, Egli appartiene secondo la Legge, “legalmente”, alla tribù di Davide: E tuttavia viene da altrove, “dall’alto” – da Dio stesso. Il mistero del “di dove”, della duplice origine, ci viene incontro in modo molto concreto: la sua origine è determinabile e, tuttavia, è un mistero.
Dolo Dio è nel senso proprio il “Padre” suo. La genealogia degli uomini ha la sua importanza riguardo la storia del mondo. E, ciononostante, alla fine è Maria, l’umile vergine di Nazaret, colei in cui avviene un nuovo inizio, ricomincia in modo nuovo l’essere persona umana.

J. Ratzinger, L’infanzia di Gesù, 2012

Annunci