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Tratto da G. K. Chesteron, Ortodossia, Lindau, Torino 2010, p. 128

E allora, in un momento di tranquillità, uno strano pensiero mi ha colpito come un fulmine a ciel sereno. All’improvviso, mi è venuta in mente un’altra spiegazione. Supponiamo di aver sentito molti uomini parlare di uno sconosciuto. Supponiamo di rimanere sconcertati nel sentire certe persone dire che era troppo alto e altre troppo basso, alcuni obiettavano che fosse grasso, altre si lamentavano perché era troppo magro; alcuni pensavano che fosse troppo scuro, altri lo vedevano troppo chiaro. Una spiegazione (come ho già affermato) sarebbe stata dire che costui aveva uno strano aspetto. Ma esiste un’altra spiegazione. Il suo aspetto potrebbe essere giusto. Gli uomini molto alti potrebbero trovarlo esageratamente basso. Quelli molto bassi, viceversa, lo troverebbero troppo alto. Tipi di corporatura robusta che col tempo tendono ad ingrassare lo considererebbero non abbastanza in carne; uomini dal fisico snello che invecchiando diventano troppo asciutti potrebbero pensare che la sua corporatura vada un po’ oltre i limiti dell’eleganza. Forse gli svedesi (che hanno i capelli chiari come la stoppa) lo definirebbero scuro, mentre i neri lo considererebbero indubbiamente biondo. Forse (in breve) questa cosa straordinaria è davvero l’ordinario, o perlomeno la normalità, il centro. Forse, dopotutto, è il cristianesimo ad essere ragionevole e tutti i suoi detrattori sono pazzi – in vari modi.

Il resto del capitolo, in cui Chesterton spiega, grazie a questa intuizione, gli apparenti paradossi del cristianesimo, lo lascio alla vostra lettura (altrimenti Lindau mi denuncia)

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