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Little John ancora non capisce molto di quello che gli diciamo ma noi imperterriti gli raccontiamo le fiabe (io) o gli leggiamo i racconti di Cecov (il papà). Il piccolo ha già una sua libreria ben fornita che si sta via via impinguando. Ultimamente abbiamo ricevuto e fatto incetta dei libri del Dr. Seuss. Leggendo Ortone e i piccoli Chi mi veniva in mente che poteva essere una variazione sul tema del buon samaritano. In entrambe le storie i personaggi coinvolti sono quattro:

  • l’uomo ferito – i piccoli Chi;
  • il sacerdote – la cangura (e sua figlia cangurina);
  • il levita – i macachi;
  • il buon samaritano – Ortone

Nella parabola evangelica il senso coinvolto è la vista (i passanti vedono o decidono di non vedere l’uomo ferito); nella favola del Dr. Seuss il senso coinvolto è l’udito (i personaggi asseriscono di sentire o non sentire il richiamo di aiuto dei piccoli Chi). E in entrambi casi è questa scelta a far la differenza tra il considerare chi ha bisogno come prossimo oppure no.

C’è un altro parallelismo: l’indeterminatezza dell’uomo ferito della parabola (che non viene mai descritto: è semplicemente un uomo, un CHIunque) e la genericità dei piccoli CHI. Non importa chi sei, dal momento che sei.

La parabola mantiene la sua crudezza (il sacerdote e il levita scompaiono dal racconto senza che si sappia più nulla di loro). Quella di Ortone è invece una favola e dunque alla fine tutti si “convertono”: anche i macachi, la cangura e sua figlia riconoscono nei piccoli Chi il loro prossimo.

Questo io penso

Ognuno è importante

Sia piccolo o immenso.

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Ortone sente i Chi perché ha le orecchie grandi o il cuore grande?

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