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Mio marito mi deride perché non ho alcuna vena artistica.

Infatti è vero che non ho sufficiente fantasia per immaginare delle storie, né sono una cultrice della forma letteraria per poter scrivere cose belle indipendentemente dalla trama.

Inoltre notoriamente ho le orecchie foderate di palta (sempre gentile espressione del suddetto marito) per cui non ho alcun senso del ritmo e sono stonata. Quindi anche un hobby musicale mi è precluso.

Inclinazioni artistiche… lasciamo perdere.

Detto questo sono una discreta fruitrice. Schizzinosa, ma interessata.

Tornando alla letteratura, mio marito mi prende in giro in particolare quando corro da lui, magari interrompendolo proprio mentre legge o scrive, con un’idea fantastica per il SUO prossimo romanzo. In genere gliela racconto e lui fa: “e poi?” e io “Come e poi? È finito”. oppure “Non lo so, mi è venuto solo lo spunto per l’inizio”. Allora lui mi caccia in malo modo dicendomi che i miei sono Nomanzi, non Romanzi e torna a leggere o scrivere per conto suo.

Allora ho deciso di proporre a voi queste mie geniali idee letterarie. Sono tutte storie a lieto fine perché a me piacciono solo quelle.

Nomanzo n° 1

Un uomo uscì da casa la mattina e la sera rientrò.

Fine.

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