Tag

Le gite turistiche di cui parlo oggi oggi sono due perché la prima non è proprio una visita ad un quartiere di Roma come le altre e quindi non necessita di un post a parte ma solo di un accenno. Domenica scorsa siamo andati a vedere la mostra su Vermeer alle Scuderie del Quirinale. Bella. Non è dedicata esclusivamente a Vermeer perché hanno ricevuto in prestito solo 8 quadri (una guida ci ha detto che a Madrid ne avevano prestati 9, quindi siamo nella media) ma il confronto con gli altri pittori è molto istruttivo sulla bravura del nostro.

Uno screenshot dal sito ufficiale della mostra

Questo pomeriggio invece siamo andati a visitare le catacombe di Generosa, quelle dei martiri portuensi. Non abbiamo fatto un gran viaggio perché sono vicine a casa nostra, ma in tanti anni che abitiamo da quelle parti non siamo mai andati a visitarle. Quando hai una cosa vicino è sempre così. Vai a vedere i ciliegi in fiore a Osaka e non visiti quello che hai sotto casa tua.

Ma torniamo a noi. Queste catacombe sono l’esatto contrario di quelle più famose, sempre di Roma. Quelle sono grandi, queste piccole; quelle hanno la maggior parte delle testimonianze artistiche paleocristiane, queste quasi nulla; quelle sono del tutto vuote, queste contengono ancora le ossa dei morti (non dei martiri, ma le altre tombe sono quasi tutte intatte con i mattoni e la malta originale di 1700 anni fa!) e last but not least, quelle si pagano per visitarle, queste si vedono gratis grazie all’abnegazione del comitato che se ne occupa da tanti anni.

Il cimitero sorge sul terreno della matrona Generosa la quale diede a Viatrice la possibilità di seppellirvi i corpi dei suoi fratelli Faustino e Simplicio martirizzati sotto Diocleziano. I due corpi erano stati gettati nel Tevere (forse) dall’attuale Ponte Rotto e la corrente li aveva portati fino all’ansa del Tevere vicino a questo ponte:

Da quelle parti vi era il tempio di Dia retto dai sacerdoti Arvali. Quello che resta dell’antico tempio di Dia, ovvero il basamento, si trova nella cantina di un ristorante (!) a due passi dalla stazione del trenino per Fiumicino.

Molti altri vollero essere seppelliti vicino ai martiri. Papa Damaso fece costruire una chiesa sopra la loro tomba, questa chiesa non c’è più. All’epoca delle invasioni barbariche i loro corpi, come quelli di tutti i martiri, fuono trasferiti all’interno di Roma e parte delle loro reliquie arrivarono in Germania con San Bonifacio e furono messe nell’abbazia di Fulda. Da qui il gemellaggio Fulda-via della Magliana.

Tra le poche opere d’arte presenti nelle catacombe abbiamo gli affreschi dell’arcosolio dei martiri ed un affresco raffigurante Gesù con i tre fratelli e Rufo (ufficiale romano persecutore dei cristiani che dai e dai alla fine si è convertito ed è stato martirizzato). Nessun simbolo sulle tombe. La guida ci spiegava che ciò era da attribuirsi all’estrema povertà e semplicità di coloro che venivano seppelliti lì: semplici contadini analfabeti di quella zona fuori Roma.

L’arcosolio con l’immagine del Buon Pastore

L’affresco raffigurante Gesù e i martiri

Tomba aperta (con ossa)

Tomba chiusa (verosimilmente con ossa anch’essa)

Il comitato organizza altre visite ai monumenti del quartiere quindi potranno esserci altri post di gite-sotto-casa.

Annunci