Alla fine di queste olimpiadi che grazie al fuso orario mi sono gustata per bene, alcune cose che mi piace portare con me.

La storia dell’etiope Meseret Dafar.

Il segno della croce che si è fatto Stephen Kiprotich

dopo aver attraversato per primo il traguardo della maratona e con lui tutte le invocazioni a Dio che a volte sembravano quasi minacce:

E tutti i lacrimoni (a cui a volte mi sono aggiunta anch’io) in particolare quelli di Mariya Savinova che mentre suonava il suo inno olimpico (ha vinto l’oro negli 800 m) piangeva come una fontana.

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