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Ora, sarà che io vivo in un castello in fondo a un lago, quindi in una situazione del tutto opposta, ma certe cose mi fanno proprio saltare i nervi.

Disse Kierkegaard (ed io modestamente condivido e sottoscrivo fin dall’epoca delle superiori) parlando dei filosofi:

«Avviene (per essi ed i loro sistemi) come se uno si costruisse un enorme castello, e poi si ritirasse per suo conto a vivere in un granaio. Essi non vivono di persona nei loro enormi edifici sistematici. Ma questa è e rimane (per il nostro assunto) un’accusa decisiva. Rimanendo nella stessa immagine: i pensieri di un uomo devono essere anche l’edificio nel quale egli abita – o altrimenti significa che tutto è fuori sesto»(S. Kierkegaard, Die Tagebücher, 1841)

Ora, a me sembra che questo pensiero di Heidegger, che Fabro sintetizza, sia per l’appunto un “castello in aria”:

“Il tempo diventa allora l’orizzonte per la comprensione dell’essere in generale: ciò lo fa la Sorge che, sprofondandosi dall’ente nell’essere diventa «angoscia» (Angst) perchè scopre il «nulla». Heidegger ha dato alla celebre categoria kierkegaardiana un’interpretazione metafisica esclusiva e conclusiva in quanto ha «positivizzato» la funzione del nulla dell’angoscia che per Kierkegaard è vinta invece soltanto dalla «fede»: i fraintendimenti causati dai primi scritti circa il «nulla dell’angoscia», non hanno sotto quest’aspetto più ragione di sussistere. (…) Il nulla che l’angoscia rivela non è il nulla vuoto, il nulla di nulla, perchè esso non si esaurisce in una negazione di «ogni» ente ma porta alla «comprensione» (Verstehen) dell’essere dell’ente nel tempo e quindi alla scoperta «e fondazione» dell’essere. (…) Infatti l’angoscia non va presa per un «sentimento» (Gefühl) o impressione (Stimmung) particolare nel senso antropologico o psicologico, ma come l’origine del nulla che dall’ente ci porta all’essere: è un’esperienza metafisica in senso assoluto e di carattere originario.” (C. Fabro, L’Assoluto nell’Esistenzialismo)

Ora, con tutto il rispetto, ma qualcuno di voi ha mai provato un’angoscia che non fosse psicologica, antropologica o che non fosse un sentimento? Qualcuno ma mai avuto l’angoscia metafisica? No perché se qualcuno ha provato questa angoscia metafisica allora sono disposta a credere che esista, altrimenti è un’altra delle inutili categorie filosofiche dentro le quali i filosofi vogliono cacciare a viva forza gli esseri umani (guardandosi bene dall’entrarci loro stessi beninteso).

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