Credo l’ultima conversazione che ho avuto con Angelo sia stata quella sull’essere intonati. Eravamo in IA e con noi c’era una collega. Lei sosteneva che non esistevano persone stonate ma solo persone senza educazione musicale e citava diversi esempi di persone nel coro che lei frequentava che, partite con grandi difficoltà, erano migliorate tantissimo. Sia Angelo che io invece sostenevamo che chi non era nato intonato non lo sarebbe mai diventato. Certo, con l’allenamento avrebbe potuto guadagnare una certa tecnica, ma non avrebbe acquistato l’orecchio musicale che o c’è o non c’è. Abbiamo discusso un po’, poi l’ora è finita e io ho accompagnato Angelo verso l’uscita. Da allora non l’ho più visto. Si è dovuto ricoverare di nuovo. A novembre aveva avuto la broncopolmonite e da allora non si era ripreso mai completamente. Due macchie sul fegato. Calcoli. Noduli. Forse benigni. No. Ad Angelo restano 40 giorni. Ieri, quaranta giorni dopo, Angelo è morto.

Angelo ammirava chi aveva il dono della fede,  ma non era credente. Inaspettatamente in questi 40 giorni ha chiesto a molti di noi di pregare. Oggi ai suoi funerali avrei voluto dirgli “Vedi Angelo, nella fede non è come un dono di natura. Se questo ce l’hai lo puoi condividere ma non trasmettere. Avrei voluto avere le tue doti musicali, ma tu non avevi modo di passarmele. Non so se hai mai letto nel Vangelo il miracolo del paralitico. Si trova nel Vangelo di Marco (2, 1-12) e in quello di Luca (5, 17-26), ma anche in quello di Matteo (9, 2-8), ma lì si omette il dettaglio più importante: gli amici. Questo paralitico aveva quattro amici che decisero di portarlo da Gesù. Quando videro che la casa era sovraffollata portarono il loro amico sul tetto e lo ruppero in corrispondenza del punto in cui si trovava Gesù e glielo calarono davanti. Tutti e tre i sinottici riportano che Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico “ti sono rimessi i tuoi peccati”. Visto Angelo, Gesù perdona i peccati degli uomini che hanno degli amici che intercedono per loro. In questi giorni noi ti abbiamo issato su di un lenzuolo fino su in Paradiso e abbiamo fatto un buco sulle nuvole e ti abbiamo depositato ai piedi di Gesù. Dalla terra eravamo un po’ lontani per sentire le tue parole, ma Gesù ha visto la nostra fede, per cui speriamo di sapere cosa ti ha detto. Ciao Angelo. A-Dio”

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