Oggi la prima lettura è il sacrificio di Isacco. Alla fine della messa il sacerdote ci ha comunicato che il parroco si ricovererà domattina per un certo periodo (si prevede lungo) per curarsi e che tornerà. Il tono era del tipo: non fantasticate nulla, è esattamente come vi sto dicendo, non lo assillate, lasciate che si curi e, quando i medici lo permetteranno, tornerà.

Il nostro parroco sta male da anni ma lotta con un coraggio da leone. È molto benvoluto da tutti noi parrocchiani. Ha già offerto se stesso alla Divina Volontà. Da parte nostra, lasciarlo andare, con la paura che non torni, offrendolo a Dio Padre, offrendoGli insieme il timore dell’incertezza, è il nostro sacrificio. Non stiamo offrendo un figlio, ma un padre. Che Dio ce lo riconsegni come ha fatto con Isacco, altrimenti accetteremo la Sua volontà perché sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio (Rm 8,28).

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