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Siamo tornati dal viaggio di capodanno in Portogallo e anche questa volta ci è capitato lo stesso buffo incidente. Fin dai nostri primi viaggi insieme in giro per il mondo, all’aeroporto sbagliano a scrivere il cognome di mio marito sulla carta d’imbarco. Così, di volta in volta,viaggio col signor

Latnia
Latamia
Blatania
Plapania

per carità, tutte persone cortesi, per bene e ammodo, ma qualche volta vorrei avere il piacere di viaggiare con il signor Platania. Inutile dire che il mio cognome, molto più lungo e con difficoltà ortografiche maggiori, è scritto quasi sempre correttamente.
Abbiamo provato in tutti i modi di impedire questo incidente, ma non c’è compitazione o spelling che tenga. La parola Platania evidentemente risulta impronunziabile per la gran parte delle lingue del globo. Ma peggio ancora: anche in Italia abbiamo spesso un inconveniente del genere. Quando riceviamo le chiamate da parte delle operatrici di call center – le quali, misteriosamente, cercano quasi sempre mio marito, ma purtroppo trovano sempre me che rispondo al telefono, con loro grande delusione immagino – queste, con accento bresciano o giù di lì, chiedono, invariabilmente, del signor Platània ed io, invariabilmente, le correggo con Platanìa. Mai che chiamassero da un call center di Catania! Allora sicuramente valuterei con interesse le proposte commerciali che mi offrirebbero.
Ho deciso che se avremo un figlio, porterà il mio cognome. Si chiamerà Lancillotto Del Lago.
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