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Dopo ampio dibattito, con mio marito, giungiamo alla definizione del menù di Natale (vigilia e pranzo).Ambedue i pasti sono per due persone e 1/2 (marito, moglie, madre del marito AKA suocera che mangia poco. Beh, pure io in genere dopo gli antipasti comincio a mugolare che sono piena. Facciamo due persone senza la mezza in più) e come tutti sanno è più facile cucinare per 40 che per 2.

Le portate sono le seguenti (tutte ricette prese da internet):

Vigilia di Natale (di magro perché è… vigilia!)
– gnocchi di patate al sugo di gallinella (che è un pesce) e zenzero
– involtini di pesce spada alla siciliana
– puntarelle con le alici (grande classico romano)

Natale:
– tortellini al tartufo
– bocconcini di filetto di manzo all’arancia su letto di cipolle rosse
– purè

Andiamo a fare la spesa.
La gallinella non c’è. Altro pesce fresco… finito, allora ripieghiamo per un sugo di pesce surgelato di quelli pronti e per la platessa surgelata (!!!) al posto del pesce spada (!!!). Subìto questo smacco terribile ci dedichiamo alla ricerca degli altri ingredienti. Puntarelle… finite. Ripieghiamo sui finocchi. Il contorno della vigilia diventa “insalata di finocchi olive e arance”. Filetto di manzo… mai visto in quel supermercato. Ripieghiamo sul sirloin che tradotto è o controfiletto, o lombo, o sottofiletto (se uno di questi tagli è è più scrauso rispetto agli altri… ecco, sicuramente abbiamo preso quello). Il tartufo… non c’è. Ripieghiamo sulla crema di tartufo. Tutto il resto però c’era. A forza di ripiegare siamo tornati così indietro che a casa nostra non è Natale, è ferragosto!!!

Aggiornamenti

Ogni tanto mio marito viene dalla cucina nello studio dove sto cincischiando con internet e mi dice cose tipo:

“Il pepe rosa che abbiamo comprato era scaduto”

“Ti ricordi le cipolle rosse previste dalla ricetta? Le abbiamo comprate bianche”

“Ma i ceci a che servivano?”

“Il pan grattato è finito, per cui ho usato i semi di sesamo per la panatura.”

“Alla fine i bocconcini di filetto, anziché farli in padella li ho cotti in forno, perché altrimenti i semi di sesamo (vedi intervento precedente) si sarebbero sparpagliati nella padella anziché restare sulla carne come loro dovere”

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