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Natale, tempo di lavoretti. Ne ho trovato uno molto carino su un sito e mi lancio a farlo in una prima elementare con la completa fiducia e l’incoraggiamento di uno dei colleghi del team. Porto il prototipo in classe e la giovane AEC mi guarda abbastanza perplessa. “Ma non sarebbe meglio fare qualcosa in pasta di sale o col das, tipo delle formine da fare con gli stampini e poi colorare? A me questo sembra difficile”. A me non andava molto di mettermi a pasticciare col das o con la pasta di sale e declino gentilmente l’offerta replicando che non mi sembrava così difficile da realizzare. Qualche giorno dopo vedo anche l’altra collega della classe, le spiego il lavoretto e anche lei fa una faccia allibita come a dire: “Ma questo lavoretto è troppo difficile per loro, non possono farlo”. A quel punto vado in crisi e comincio a pensare che se due persone su tre che lavorano molto di più di me in quella classe pensano che il lavoretto sia difficile, probabilmente è così. Allora ho cominciato a chiedere pareri ad altri colleghi. I consigli erano di mostrare bene ai bambini quello che dovevano fare ad aiutarli (cosa che avrei comunque fatto). Oggi entro in quella prima piena di tremore e terrore sicura che sarebbe stata la caporetto dei lavoretti di Natale. Abbiamo finito tutti e venti i lavoretti in due ore e i bambini hanno fatto da soli quasi tutto, è bastato spiegargli e fargli vedere, campiocino alla mano, quello che dovevano fare.

Per chi fosse interessato ecco come abbiamo proceduto.

1) la mamma rappresentante di classe ha comprato per noi dei bicchierini di vetro (tipo quelli dello yogurt)

2) ogni bambino ha incollato su un bicchiere un’immaginetta natalizia a colori ritagliata da una rivista (questo è stato fatto la lezione scorsa)

3) ho incollato con la colla a caldo una matita colorata nuova dentro il bicchierino (questo ovviamente non mi sarei mai  sognata di farlo fare a loro!!!)

4) ogni bambino ha riempito il suo bicchierino con della granella colorata comprata in un negozio per animali (sabbietta colorata per acquari)

5) ogni bambino ha ricalcato da un modello e ritagliato 5 cerchi di grandezze decrescenti da tre cartoncini 50X70 verdi (16, 13, 10, 7, 4 cm) (questo è stato fatto due lezioni fa)

6) ogni bambino ha piegato a metà 4 volte tutti i cerchi (questo era il momento che le colleghe temevano più di tutti: “Non sapranno mai piegare a metà un cerchio, sono piccoli, hanno bisogno di un aiuto da parte dei bambini di quinta…”) senza nessun problema e poi ha tagliato la punta di questi triangoli ottenuti piegando i cerchi facendo attenzione a fare un taglio piccolissimo perché altrimenti il buco per infilarlo nella matita sarebbe stato troppo grosso. Tre o quattro buchi sono venuti troppo grossi allora ho detto ai bambini di prendere DA SOLI il cartoncino verde avanzato e di ricalcare e ritagliare di nuovo i cerchi. Fatto senza problemi.

7) Ho fatto riaprire i cerchi e ho provato a spiegare come ripassare le pieghe in modo che venissero una in su e una in giù. C’è chi mi ha capito (pochi) e l’ha fatto da solo e chi ha avuto bisogno del mio aiuto (quasi tutti). Insomma alla fine i cerchi erano piegato nel modo giusto.

8) abbiamo infilato tutti i cerchi dal più grande al più piccolo nella matita. Adesso abbiamo una bellissima foresta di alberelli.

Prossima lezione: su tutti gli alberelli incolleremo stelline e cuoricini rossi realizzati con le bucatrici che fanno le formine e poi lo porteremo a casa. Ho fiducia in me stessa. Ho fiducia in me stessa.

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