Parlavo al telefono con un’amica che sta attraversando un brutto periodo, lei e la sua famiglia. “Eppure – mi diceva – stiamo frequentando dei ritiri spirituali, andiamo in parrocchia… non intendo che dobbiamo essere premiati, voglio solo dire che spiritualmente stiamo bene, perché ci capitano queste cose?”

Lei non sa che “queste cose” sono più frequenti di quanto si immagina. È come per l’uscita dall’Egitto. Dio ti chiama, compie prodigi per te, ti libera dalla schiavitù indirizzandoti verso la Terra Promessa e per dove ti fa passare? Per il deserto. Senza acqua, senza cibo. Tanto che uno si chiede “ma non stavo meglio da schiavo?”. Invece questo passaggio nel deserto è fondamentale come il periodo di fidanzamento. Serve per approfondire, purificare ed affinare la fede. A nessuno piace, ma è così che Dio fa con i suoi amici (ed è per questo che ne ha così pochi. Direbbe santa Teresa d’Avila)

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