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Nel senso che mi lancio in considerazioni teologiche personali. Cosa che sarebbe meglio evitare per non fare la fine degli amici di Giobbe i quali pensavano di essere gli avvocati di Dio e poi hanno dovuto ricorrere all’intercessione di Giobbe per non essere mandati all’inferno!

Tutto nasce dalla lettura di un libro, che consiglio, A.D. 2012. La donna, il drago e l’Apocalisse di Saverio Gaeta e Andrea Tornielli, dove si raccontano e si cerca di analizzare, le apparizioni della Madonna negli ultimi due secoli ed i messaggi rivelati in essi.

Insomma, c’è poco da stare allegri. Se si prendono in esame tutte le apparizioni precedenti, mai si parlava di guai all’umanità, di castighi e di richiesta di preghiere e conversione. In genere le apparizioni erano sempre a beneficio personale o di un ordine religioso, comunque erano di raggio limitato. A partire dalla rivoluzione francese cambia tutto (potreste leggere ad esempio “Gli occhi di Maria” di Cammilleri –  Messori).

Fra le mille riflessioni scaturite dalla lettura del libro c’è quella che propongo qui. Riguarda le apparizioni ad Amsterdam nelle quali la Madonna avrebbe chiesto la proclamazione del quinto dogma mariano, Maria Corredentrice, Mediatrice di tutte le grazie e Avvocata, al fine di evitare una grave catastrofe mondiale. Specificando che nei libri c’è tutto per confermare tale dogma e che i teologi devono solo cercare quello che già c’è. Io non sono teologa, studio teologia, è ben diverso, ma ho riflettuto sulla Bibbia e sulla Tradizione della Chiesa per vedere se riuscivo a trovare qualche lume su tale argomento. Ecco le mie riflessioni. Sono appunti, nulla di sistematico. Magari chi è più ferrato sull’argomento coglie dei riferimenti che io do per scontati e riesce a capire meglio. Spero di non confondere troppo tutti gli altri.

1) Dio creò l’umanità nella duplice forma di uomo e donna affinché insieme, attraverso i loro doni specifici, ma soprattutto attraverso la loro relazione, fossero “immagine e somiglianza” di Dio Trinità. Specificatamente la donna è complementare all’uomo. Solo in lei egli trova l’aiuto che gli è simile.

2) Il rapporto tra uomo e donna, secondo la Bibbia e la tradizione cristiana, pur nell’uguaglianza e nella reciprocità perfetta, è impostato sull’autorità dell’uomo sulla donna, come nella Trinità la fonte del volere è il Padre, pur nell’uguaglianza della natura.

3) A causa del peccato originale, l’umanità ha perso la grazia divina, è soggetta alla morte, non possiede più il dominio delle proprie facoltà. Spesso compie il male che non vuole invece del bene che vuole. Per questo l’uomo, in particolare, non sa più esercitare l’autorità. Del resto, la donna non si sottomette più spontaneamente all’autorità del marito. Primo perché sente che nell’uomo questa capacità è viziata dal peccato e quindi le fa paura, secondo perché il peccato in lei ha generato la ribellione verso quella che era la sua vocazione. (qui non tratto delle facoltà specifiche della donna per non allungare. Sono implicite più avanti nel ruolo e nella persona di Maria).

4) Nel piano di salvezza di Dio, l’incarnazione del Figlio Unigenito è avvenuta grazie alla cooperazione di Maria, l’obbedientissima e umile. E come Cristo è il nuovo Adamo, così Maria è la nuova Eva. Si è così ricostituita la coppia originaria e attraverso di essa è venuta la grazia. Infatti, tra tutti i possibili modi di salvare l’umanità che Dio avrebbe potuto attuare, Egli ha scelto di ripartire esattamente da dove l’umanità si era persa.

5) L’autorità ed il potere e la fonte della salvezza in questa coppia, sono in Gesù, in quanto Egli è il Figlio di Dio. Ma Egli ha donato a Sua Madre, per grazia, un ruolo specialissimo, quello di Madre dei credenti e di tutta l’umanità chiamata alla salvezza. Sotto la croce, quando è nata la Chiesa dal sangue e dall’acqua del nuovo Adamo addormentato, ella ha ricevuto un incarico cui era predestinata, e formata, fin dal concepimento.

6) Al momento della sua morte, Maria è stata assunta in Cielo in anima e corpo. Ella è immagine della Chiesa ed il suo essere presente in Cielo in anima e corpo indica sul destino di tutti coloro che sono segnati col sigillo chi Cristo. Quindi Maria illumina il mistero della Chiesa e la Chiesa illumina il mistero di Maria.

7) Anche la Chiesa infatti è cooperatrice di Cristo nella salvezza dell’umanità. Essa sola possiede, per grazia, i sacramenti, dei quali è l’unica amministratrice e attraverso i quali dona la misericordia di Dio sulla terra (benché Dio, al contrario della Chiesa, non sia vincolato ai sacramenti per salvare gli uomini). Per questa corrispondenza tra Maria e la Chiesa, in Cielo Maria è l’unica mediatrice di tutte le grazie (benché Dio non sia vincolato da un obbligo esterno a lui a questa mediazione, che resta una sua scelta).

8) Dichiarare inoltre Maria corredentrice, nella prospettiva sopra detta non inficia l’unico sacrificio e l’unica mediazione di Cristo, ma questo suo ufficio sgorga da essi come da una sorgente. Dio infatti ha stabilito di salvare l’uomo con la sua cooperazione e fin dai tempi di Abramo ha chiamato uomini e donne a lavorare alla sua vigna.

9) Nel suo essere madre totalmente misericordiosa, Maria intercede per la salvezza di tutti i suoi figli presso il Padre. Per questo, da sempre, la Madonna è stata chiamata Avvocata, ed è giusto che questo titolo le venga riconosciuto dogmaticamente.

10) Se questi titoli (Madre di tutti i popoli, Corredentrice, Mediatrice di tutte le grazie e Avvocata) fanno paura, c’è un’altra spiegazione che può aiutare a comprendere la loro opportunità. Ripensando all’azione dello Spirito in noi e al destino cui ci fa tendere, dobbiamo usare una parola familiare all’oriente cristiano e poco usata da noi: divinizzazione. Ciò che Dio da sempre vuole donare all’umanità, e che ha destato l’invidia del diavolo, è stata la partecipazione alla sua stessa vita divina. Gli ortodossi la chiamano pneumatizzazione. Maria non è solamente immagine della Chiesa, ma, insieme a Cristo è immagine dell’umanità portata al suo compimento. Adesso intuiamo solo confusamente quello che saremo quando Cristo si rivelerà, ma non sarà certo solo correre e saltare sulle nuvolette suonando l’arpa. Quella potrebbe essere una ricompensa adatta a dei servi fedeli, ma Dio ci ha voluto rendere figli nel Figlio. È tutta un’altra storia.

Aggiornamento. Dopo aver scritto il post, girellando su internet ho scoperto questo. Mi consola il fatto che non ho scritto delle castronerie enormi. Comunque si vede la differenza quando scrive un teologo vero… sigh.

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