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Mio marito è scrittore e poeta. Non posso dire che è bravo perché sono la moglie e se lo dico io che è bravo si arrabbia. Posso dire però che uno che sa scrivere poesie rispetto a me è un essere superiore. La mia mente arriva fino a concepire una storia sotto forma di racconto: inizio, svolgimento, fine, ma una sintesi poetica è al di la delle mie capacità. Quindi per me chi sa scrivere poesie ha delle capacità superiori.

Detto questo dobbiamo cambiare la caldaia e siamo terrorizzati. Quello che ci fa paura è il sopralluogo di oggi pomeriggio da parte del tecnico. I tecnici, gli idraulici, i meccanici, i commessi del negozio di ferramenta… la sentono la puzza di intellettuale e puntualmente non ti prendono sul serio. Hai voglia a mascherarti: puoi andare dal ferramenta con la tuta e la matita dietro l’orecchio, lui lo sente se hai appena scritto una poesia e ti guarda con compatimento: questo qui non capisce niente delle cose pratiche della vita vera. Ora, finché si tratta di essere compatiti quando si compra una brucola passi, ma quando devi fare la caldaia nuova e magari cambiare dei tubi perché probabilmente c’è una fuga di gas cambia tutto. Perché il tecnico, che lo capisce che sei un poeta e non un tecnico, ti spara delle cifre punitive alle quali non sai controbattere. Il poeta, che non ama le cose pratiche tipo far fare diversi preventivi a più ditte, ma si fida del prossimo, apre il portafogli e paga senza fiatare.

In conclusione è da ieri che studiamo delle tecniche di mimetizzazione per farci cambiare la caldaia senza farci spennare come polli. Alla fine comporremo un’ode a questa operazione. Sperando che sia un’epopea e non un laio funebre.

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