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Leggo su Settimo Cielo (anzi, leggete prima quello, poi questo post sennò non capite nulla) che i vescovi cinesi vengono sobillati a ribellarsi a Roma non solo dal governo cinese, ma anche da alcune “persone” (teologi?) europee ed americane:

‘Se riuscite voi – dicono – noi poi vi seguiremo’.

Noto innanzitutto la profonda vigliaccheria e scorrettezza di un ragionamento del genere da parte di queste anonime persone. Inqualificabile umanamente prima che cristianamente. Poi il meraviglioso ragionamento delle autorità politiche:

Questa autonomia dovrebbe valere anche nella nomina dei vescovi senza il previo consenso del papa. Nello scomunicare tali vescovi, sostiene l’articolo, la Santa Sede “usa uno strumento medievale che non ha assolutamente posto nella Cina del 2011 o in nessun altro luogo”.

Per fortuna ci viene incontro il nostro impagabile Chesterton il quale ne L’uomo comune scrive:

(Si parla di miracoli) Quando questo argomento viene affrontato nei romanzi, sui quotidiani o negli articoli di approfondimento, il primo commento è sempre di questo tipo: “Ma caro mio, questo è il XX secolo!” Vale la pena avere qualche familiarità con la filosofia anche solo per evitare di sembrare tanto stupidi. Tale affermazione è più insensata del dire: “Ma caro mio, questo è martedì pomeriggio!”. Se i miracoli non possono accadere, non accadranno né nel XX secolo, né nel XII. Se invece possono accadere, nessuno può dimostrare che vi sia un tempo in cui non possono accadere. (G. K. Chesterton, L’uomo comune, Torino 2011, pag. 233-234)

Se la scomunica è l’automatica conseguenza di un comportamento scorretto in riferimento ad alcune leggi della Chiesa, tale conseguenza è valida sia nel Medioevo che oggi, ed in qualunque posto vi sia la Chiesa cattolica ed i suoi ministri. Qual è il retropensiero che sta alla base di quella affermazione? Il principio secondo cui la Chiesa deve essere sottoposta allo Stato ed ogni Stato deve poter controllare tutto ciò che avviene in esso (religione inclusa), senza tollerare ingerenze esterne. La Chiesa, essendo cattolica, cioè universale, ha a che fare con questo modo di pensare da sempre. Spiace per i cinesi che sono gli ultimi in ordine di tempo ad infrangersi su questo punto.

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