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Finalmente era successo quello cui gli uomini anelavano da circa un secolo, o almeno la parte più benestante dell’umanità, quella parte che avendo risolto i problemi di cibo-casa-vestiario se la passava bene tra internet e canali satellitari. Dicevo finalmente accadde. Non che a me importasse molto. Non fraintendetemi. Anche io faccio parte del mondo occidentale che deve solo pensare a gestire il superfluo, ma nonostante questo, quella faccenda non mi aveva mai occupato il cervello per più di due ore, il tempo di un film di fantascienza. Ma a loro probabilmente il mio parere non interessava e allora lo fecero. Credo che il giorno lo scelsero apposta. Forse ci avevano studiato per bene prima di farlo, o magari era una coincidenza. Fatto sta che il 4 Luglio 2026, 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza americana, un’astronave apparve nel cielo terso di New York. Il suo arrivo fu così repentino che i caccia non fecero in tempo a decollare, anche perché tutte le televisioni e le radio del mondo furono occupate contemporaneamente da un’unica trasmissione inviata da loro. Io ero in giardino a preparare la griglia per gli hot dog quando mi hanno chiamato di corsa in casa davanti alla tv. Sullo schermo (la breve sequenza durò circa 30 secondi non di più) apparve un bel ragazzo dall’apparenza umana, anzi che dico, proprio biondo e con gli occhi azzurri, il tipo del quarterback che sta con la capo cheerleader, incredibilmente vestito con una tuta argentata come quella dei primi film sugli alieni. Insomma, questo tipo apre bocca e dice testualmente:

“Terrestri, sappiamo che la vostra più grande preoccupazione è l’essere invasi dagli alieni. Ebbene sappiate che il Consiglio dei Pianeti Uniti che riunisce tutti i pianeti abitati di 34 galassie non ha alcuna intenzione di invadere, o far invadere, il vostro pianeta. Per i nostri standard siete una rozza espressione di vita civile, molto al di sotto degli standard intergalattici  e qualcuno pensa anche che non siate neanche commestibili. La vostra presenza nel Consiglio dei Pianeti Uniti sarebbe solo un peso ed una fonte di imbarazzo. Pertanto abbiamo chiuso il vostro sistema stellare in una no-fly zone che nessuno violerà per i prossimi diecimila anni. Se per quell’epoca sarete migliorati si potrà cominciare a parlare di  comunicazioni fra le nostre civiltà. Fino ad allora siete pregati di non provare ad uscire dalla zona di contenimento, sarete immediatamente distrutti. L’intero pianeta sarà distrutto. Detto questo a nome del Consiglio dei Pianeti Uniti, vi auguro un prospero e sereno sviluppo. Arrivederci. Se ci sarete.”

E l’astronave se ne andò via all’istante. Inutile dire che il primo risultato fu quello di rovinare l’Indipendence Day, poi ci furono le reazioni più diverse. Chi si sentì sollevato, chi proponeva di costruire armi molto potenti e andare a dire due cosette ai Pianeti Uniti o come diavolo si chiamavano. Alla fine i Capi di Stato di tutto il mondo suppergiù si riunirono in una conferenza all’ONU e decisero di stabilire un piano decennale di Sviluppo della Pace e di Progresso dell’Umanità. Fu cinque anni prima della Grande Crisi Nucleare.

Ora, ripeto, a me queste cose non erano mai interessate molto, alieni, altri mondi da esplorare e cose del genere, ma l’essere considerato la feccia dell’universo, beh, quello mi dispiacque un po’.

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