Tag

Finito di leggere il suddetto libro di Chesterton, condivido con voi una delle sue pagine, non per il banale motivo che sia una tra le più belle, ma perché la ritengo molto importante, come la giusta diagnosi per un malato (che spesso neanche sa di esserlo). Vado citando:

La rifioritura della filosofia. Perché?

La motivazione migliore che giustifica la rifioritura della filosofia è che, se un uomo non ne ha una, gli capiteranno cose orribili. Sarà pratico, sarà progressista, coltiverà l’efficienza, riporrà fiducia nell’evoluzione, farà il lavoro più a portata di mano, preferirà i fatti alle parole. Così, abbattuto dai ripetuti colpi inflitti dalla cieca stupidità e dal destino casuale, procederà barcollando verso una morte miserabile, con il solo conforto di una serie di parole a effetto, un po’ come quelle che ho appena elencato. Si tratta di semplici surrogati di pensieri. In alcuni casi sono la parte conclusiva del pensiero altrui. Ciò significa che, chi si rifiuta di avere una sua filosofia, non godrà nemmeno dei vantaggi della bestia bruta, lasciata ai suoi istinti. Avrà soltanto i logori avanzi della filosofia di qualcun altro, mentre le bestie, non essendo costrette ad ereditarli, trovano la felicità. Gli uomini hanno sempre l’una o l’altra di queste due cose: una filosofia completa e consapevole, o l’accettazione inconsapevole dei frammenti di qualche filosofia incompleta e distrutta, spesso anche screditata.”

Seguono sette pagine in cui Chesterton compie una panoramica sui alcuni dei più diffusi frammenti di filosofia che sono presenti nelle menti delle persone senza che esse ne siano consapevoli: pragmatismo, monismo, determinismo e che le portano a dire frasi come “Fatti, non parole”, o “Nel XX secolo non possono esistere certe cose”. Poi, verso la conclusione:

“L’uomo moderno è libero di scegliere l’una o l’altra filosofia. Ma il suo problema è che non conosce nemmeno la sua filosofia, bensì solo la sua fraseologia. Al prossimo messaggio prodotto da uno spiritista, o alla prossima guarigione attestata dai medici a Lourdes, egli può solo rispondere ripetendo quelle che sono semplici frasi o, nel migliore dei casi, pregiudizi.”

G. K. Chestetton, L’uomo comune. Un elogio del buon senso e della tradizione, Torino 2011, pag 229 e 236.

Correte a leggerlo tutto.

Annunci