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Mio marito ama Samuel Beckett, io no e questo basterebbe per chiudere l’argomento, ma proprio questa diversità di sentimenti da spesso origine ad interessanti discussioni.

Ad esempio sulla religione. Perché Beckett era protestante pur essendo irlandese? Era forse inglese? L’indipendentista che è in me fremeva. Ho tampinato Pirata Ondafelice affinché facesse ricerche nella sua beckettbiblioteca e mi riferisse in merito. Ha scoperto che i beckettantenati erano francesi ugonotti, scappati quindi dalla Francia in seguito alle persecuzioni religiose. Perdonato.

Beckett amava Dante. Conosceva la Divina Commedia a memoria. In italiano. Pirata Ondafelice sentenzia: “l’opera di Beckett infatti è purgatoriale – sono pienamente d’accordo 😉 – nel senso che i suoi personaggi espiano qualcosa.” Quello su cui non sono d’accordo io è che loro non sanno quando questo purgatorio finirà, né se finirà, né se alla  – eventuale – fine ci sia una felicità, un premio, Dio, insomma: qualcosa o Qualcuno. E qui m’arrabbio: una purga infinita è un inferno!

Non sopporto Aspettando Godot, mi viene voglia di salire sul palco e urlare: “Godot è venuto e voi non l’avete accolto e adesso fate finta di aspettarlo! ipocriti!!!!!!!” Ma questo imbarazzerebbe molto mio marito e allora quando lui va a vedere – per l’ennesima volta – Aspettando Godot, io non lo accompagno. Invece mi piacciono tantissimo Giorni felici e l’Ultimo nastro di Krapp.

Mio marito pensa che Beckett fosse bello. Secondo me era troppo spigoloso e puntuto. Se ti urtava con uno zigomo erano guai: potevi perdere un occhio. Ho qui davanti un fotomontaggio, dono di un amico, in cui mio marito e Beckett sono seduti uno accanto all’altro sul divano. Sono molto carini insieme.

Beckett è quello spigoloso a destra.

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