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Attenzione se non amate gli spoiler, quelli che seguono sono due estratti dalle ultimissime pagine delle Cronache di Narnia. Sono dedicate ad una persona che sperava per il 2011 le cose più belle. Le ha avute, al di là di ogni immaginazione, ma non nel modo in cui se lo aspettava né quello in cui se lo augurava.

Alidifuoco spalancò improvvisamente le sue ali maestose e spiccò il volo. Compì alcuni cerchi nell’aria per esplorare dall’alto, quindi scese di nuovo a terra.
– Re e regine – gridò – siamo stati ciechi! Solo ora cominciamo a renderci conto di dove siamo. Da lassù ho visto tutto: la brughiera di Ettins, la diga dei Castori, il Grande Fiume e le luci di Cair Paravel sulla costa orientale. Narnia non è morta, questa è Narnia.
– Ma come può essere? – intervenne Peter. – Aslan aveva detto a noi più anziani che non ci saremmo mai tornati. Invece siamo qui.
– Si – disse Eustachio – E abbiamo visto l’apocalisse, la morte di tutto, compreso il sole.
– E sembra tutto così diverso – esclamò Lucy.
– L’aquila ha ragione – intervenne Digory. – Ascolta, Peter. Quando Aslan disse che non sareste mai potuti tornare a Narnia, intendeva il paese al quale ti eri affezionato. Ma non era la vera Narnia: aveva un inizio e una fine, era l’ombra o ma copia della Narnia autentica, che invece esiste ed esisterà per sempre. Anche il nostro mondo, l’Inghilterra e tutto il resto, è solo l’ombra, la copia parziale del regno di Aslan. Non è il caso di piangere Lucy. Tutto quello che c’era di buono nella vecchia Narnia, e le sue adorate creature, si è salvato attraverso la porta. È normale che ci sembri tutto così diverso: è la stessa differenza che passa tra una cosa vera e la sua ombra, tra la veglia e il sonno. – le sue parole rimbombavano nel cervello come un martello pneumatico. Poi aggiunse: – È come ha detto Platone, è tutto come diceva Platone. Che mi venga un colpo, guarda cosa ti insegnano a scuola! – A questo punto tutti scoppiarono in una fragorosa risata. Era una delle espressioni che gli sentivano dire spesso nell’Altro Mondo, quando aveva la barba grigia e non bionda come adesso.

Aslan si voltò verso di loro e cominciò: – non siete abbastanza felici. Non come vorrei.
Lucy disse: – Abbiamo paura di dovercene andare, Aslan. Altre volte ci hai inviato di nuovo nel nostro mondo.
– Non abbiate paura – disse Aslan. – Non avete ancora capito?
I cuori battevano all’impazzata, animati da una debole speranza.
– C’è stato un grave incidente ferroviario – disse Aslan con voce pacata. – voi e i vostri genitori, come dite nella Terra delle ombre, siete morti. La lunga notte è finita: inizia il nuovo giorno. Il sogno è terminato e questo è il momento del Grande Risveglio.
Nel pronunciare queste parole perse l’aspetto del leone dopodiché accaddero cose tanto belle e meravigliose che non posso raccontarle in questo libro. Non ci fermiamo qui e possiamo solo aggiungere che vissero per sempre felici e contenti. Ma fu solo l’inizio della Vera Vita. La via nel mondo originario e le magnifiche avventure a Narnia non erano state che la copertina, il titolo della Grande Storia. Ora, finalmente, cominciava il Primo Capitolo di un libro fantastico che sulla terra nessuno ha mai letto. Il Libro che narra la Storia Eterna e che, di pagina in pagina, si fa sempre più avvincente e straordinario.

Le cronache di Narnia – L’ultima battaglia, Mondadori, pag 1142-43 e 1152-53

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