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Ho letto questo articolo e avviserò delle amiche che faranno il pellegrinaggio dopo Natale a stare attente a quei prodotti. Nel frattempo abbiamo saputo che in Iraq non celebreranno la Messa di mezzanotte e quella di Natale la celebreranno in sordina il mattino presto. Cosa hanno in comune queste due notizie? Il fatto che se sei cristiano ti devi nascondere. Accade anche da noi, chi è cattolico sa di cosa sto parlando. Tra le due cose c’è molta differenza, me ne rendo conto. Un insulto fa male all’animo, non al corpo. Avere paura per la propria vita e per quella dei propri cari, andare a messa e non sapere se si tornerà a casa, vivere costantemente minacciati è ben altro. Ma in tutti e due i casi non dobbiamo nasconderci, per un motivo molto semplice: Gesù non l’ha fatto. Per la nostra salvezza, Lui ha sopportato il disprezzo verbale e la persecuzione fisica. Non è stata una passeggiata per lui e ovviamente non lo è neanche per noi, ma a chi dobbiamo il nostro rispetto innanzitutto, a Dio o agli uomini? Ricordiamoci sempre che le sofferenze offerte sono per la salvezza del mondo. Questo e l’amore di Cristo siano la nostra forza. Buon Natale.

Carissimi, non siate sorpresi per l’incendio di persecuzione che si è acceso in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria e lo Spirito di Dio riposa su di voi. Nessuno di voi abbia a soffrire come omicida o ladro o malfattore o delatore. Ma se uno soffre come cristiano, non ne arrossisca; glorifichi anzi Dio per questo nome. (1Pt 4, 12-16)

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