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Dal luogo in cui abbiamo ragione
i fiori non spunteranno mai
in primavera.

Il luogo in cui abbiamo ragione
è duro e a lungo calpestato
come un cortile.

Ma i dubbi e gli amori
rivoltano il mondo
come una talpa, un aratro.
E sentiremo un sussurro
dove la casa in rovina
un tempo sorgeva intatta.

Yehuda Amichai

J. Bali, V. Franzinetti, S. Levi Della Torre, Il forno di Akhnai. Una discussione talmudica sulla catastrofe, Firenze 2010.

A Yavné si discute se un certo forno possa contrarre impurità o meno. Questa discussione porterà morte e infelicità perché tutti i saggi che vi hanno partecipato avevano ragione in un certo senso. Ovvero le due parti accettavano solamente quell’aspetto della verità in questione che ritenevano più valido, non volendo considerare anche le ragioni dell’altro. Infine la maggioranza scomunica colui che sosteneva, solo, un’opinione contraria anche se supportato da miracoli e addirittura da una “voce dal Cielo”. Il pentimento verrà quando si capirà che a verità non può essere usata come una clava per ferire gli altri. “Tutte le porte (del Cielo) sono chiuse, ad eccezione delle porte dei sentimenti feriti”.
La poesia in alto è inserita all’inizio del libro.

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