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Conosci la Bibbia a memoria, almeno alcuni brani, e poi all’improvviso quegli stessi brani ti mostrano un aspetto della verità che non avevi mai notato prima:

Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno. Gn 3, 15

Si tratta della condanna del serpente da parte di Dio. In genere la si legge come profezia messianica in duplice senso: o la stirpe della donna è intesa come genere femminile e allora si intende la Madonna, o la stirpe della donna è intesa in senso maschile e allora si intende Gesù. Ovvio che le due interpretazioni non si elidono a vicenda, ma si integrano.

Invece ieri, mentre spiegavo questo brano, mi è apparsa un’altra spiegazione, sempre da intendersi come integrativa. L’inimicizia tra il serpente e la stirpe della Donna l’ho vista come un dono di Dio all’umanità. Vuol dire che per quanto seducente il male potrà apparirci, noi come umanità lo detesteremo sempre, non ci sarà mai amico, lo percepiremo sempre come qualcosa di estraneo, da combattere. E a guardare l’esperienza umana mi sembra abbastanza vero. Chi cade nelle sue grinfie, prima o poi capisce che non è nel posto giusto, che è finito fra le braccia del nemico. Forse il diavolo pensava che ci avrebbe fatti suoi, ma non lo saremo mai, noi siamo di Dio. E’ una bella consolazione. Altro che “equilibrio tra bene e male”!

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