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Ieri sera si è svolta la prima serata della stagione 2010/2011 dei Libri in Testa (link al blog con la recensione della serata). Il gruppo ha sfoggiato una nuova presenza nella persona di Nadia che con due meriti personali va ad arricchire il gruppo: è giovane, è donna.

se cliccate andate al sito ILIT

 

Il tema della serata era Salinger. Confesso che non leggendo praticamente alcun libro di narrativa, quasi sempre vado sempre al buio a queste serate. Anche questa volta conoscevo a mala pena il titolo del libro più famoso dell’autore trattato: “Il giovane Holden”. Primo scoop: il titolo italiano non rispecchia né rispetta il titolo voluto dall’autore (molti diranno “eh capirai che scoop, lo sanno tutti”… tutti chi? Tutti voi, io non lo sapevo…) che sarebbe Catcher in the rye (lett: l’acchiappatore nella segale… nel libro c’è il punto in cui si spiega questo curioso titolo). Chissà come avrebbe chiamato la sua scuola Baricco, se avessero scelto un titolo più aderente.

Secondo scoop (sempre per me o.c.): Salinger ha pubblicato il libro di cui sopra, alcuni volumi di racconti e poi non ha voluto più saperne di case editrici e non ha pubblicato più nulla. Ha continuato a scrivere, ma siccome non sopportava il dover avere a che fare con l’ambiente letterario, con i giornalisti che spiavano la sua vita privata, e con l’ambiente cinematografico e teatrale che lo braccavano per poter rappresentare le sue opere (si è sempre rifiutato, un po’ come Alan Moore che disconosce tutti i film tratti dai suoi fumetti e rifiuta di metterci mano), si è ritirato in un posto sperduto del Connecticut a scrivere e catalogare quanto scriveva. Bollino blu: pubblicabile, bollino rosso: pubblicare con revisione.

Revisione di chi? E qui terzo scoop: Salinger si è sposato (diverse volte) e ha avuto figli (tre mi pare, non sto guardando su Wpedia perché voglio dire solo quello che mi ricordo di ieri). Quindi tanto misantropo non era.

Salinger ed il tema rimosso. Durante la II guerra mondiale è stato in Germania perché conosceva bene il tedesco ed è stato fra i primi ad entrare nei campi di concentramento liberati. Non ne ha mai parlato. Poi dici che uno non vuol vedere nessuno e che le piccinerie umane gli danno fastidio e che tronca amicizie per una sciocchezza. Ci credo.

Salinger e la filosofia orientale. I libri in testa l’hanno citata più volte, ma poi non hanno letto nulla per approfondire questo aspetto. Un’ora passa presto e già dire tutto quello che è stato detto sopra un’ora passa.

Ultima cosa, lo stile letterario e la questione della sboccatezza di Holden, plausibile o no? Traduzione italiana eccessiva? Il fatto che sia uno cui tutto scivola addosso e che quindi il libro ha influenzato migliaia di lettori a comportarsi così… cose molto interessanti, ma io non leggo narrativa.

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