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Ho appena finito di leggere “Luci della Torah” di Daniel Taub, ed. San Paolo. Una lettura molto interessante e piacevole che mi ha fatto finalmente scoprire una cosa, o almeno una possibile spiegazione di essa.

“Porterai alla casa del Signore, tuo Dio, la primizia dei primi prodotti della tua terra.
Non cuocerai un capretto nel latte di sua madre.” Esodo 34,26:

Da questo versetto nasce la separazione tra carne e latte che vige nell’ortodossia ebraica e che spesso viene data ad esempio come regola senza un perché che va rispettata solo perché l’ha data Dio. E invece una spiegazione potrebbe esserci e anche buona.

Scrive il nostro autore:

“Come hanno sottolineato molti commentatori contemporanei, la concezione biblica del sacerdozio si pone in netto contrasto con quella del mondo antico. Nell’Antico Egitto, da cui gli israeliti erano appena fuggiti, la funzione primaria del sacerdozio era quella di presiedere i riti funebri e di sovrintendere alla costruzione delle piramidi e delle tombe per i morti. Anzi, il testo sacro del sacerdozio egiziano era il Libro dei morti.

Reagendo contro questo culto della morte, la Bibbia si affanna ad enfatizzare che il giudaismo ha una diversa concezione di ciò che è sacro: la santità della vita. Come dichiara il libro dei Salmi: “Non i morti lodano il Signore” (115,17). Analogamente, alcuni studiosi vedono nel comandamento biblico di separare il latte dalla carne un riflesso dell’insistenza giudaica affinché vi sia una netta separazione tra il simbolo della morte (la carne di un animale) e la vita (il latte, nutrimento vitale). (pagg. 114-115)

Sicuramente ci sono altre spiegazioni, altrettanto interessanti, sicuramente nessuna è definitiva o prevalente, ma questa mi piace per la sua logica e sensatezza. La userò a scuola.

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