Tag

Qualche anno fa lessi “Dicono che è risorto” di Vittorio Messori. Nelle pagine 120-138 l’autore riportava gli studi di don Persili, un parroco di Tivoli. Questo sacerdote, in maniera del tutto autonoma, aveva condotto delle ricerche sul testo greco del vangelo di Giovanni sulla resurrezione (Gv 20,  1ss.) e sulle usanze di sepoltura ebraiche.

Le sue conclusioni erano sorprendenti. Quello che Giovanni vide e che lo fece credere è questo: le bende che avevano avvolto Gesù sembravano svuotate (come un palloncino bucato, se mi si passa il paragone) e il sudario del volto (non la sindone, attenzione), invece, rigidamente sollevato (come un panno inamidato) a conservare una parvenza di forma del volto su cui era poggiato, forse per via del maggior uso della mistura di mirra e aloe su quel punto del corpo devastato. La traduzione della CEi andava invece in tutt’altro senso. Qui potete leggere tutto.

Quello che aggiungo io è che, per conferma di tali conclusioni, basta guardare le icone greche chiamate “le mirrofore”, ovvero “le donne al sepolcro”. In tutte queste icone (ricordo che le icone seguono rigidi schemi di esecuzione perché ogni piccolo dettaglio dell’immagine ha un significato teologico) l’angelo mostra alle donne la tomba vuota con le bende afflosciate a forma di corpo umano. Questa è quella in cui è più evidente quanto dico:

Le mirrofore

Se volete cercare altre immagini usando l’espressione greca inserite nel modulo di ricerca (usando copia-incolla) questa scritta in greco: Αι Μυροφόροι.

Per quali motivi questo argomento mi sembra utile al discorso?

1) perché i greci non hanno (ovviamente) bisogno di lunghi studi sul testo greco dei vangeli per capirlo. Anche se il greco dei vangeli è diverso da quello attuale, immagino che la distanza non sia così abissale.

2) i temi tradizionali delle  le icone sono teologicamente “garantiti”: gli scrittori di icone sono innanzitutto monaci: il loror compito è trasmettere la fede ortodossa (cioè corretta), non fare voli di fantasia.

Quindi i greci hanno sempre interpretato in quel modo quello che noi abbiamo recuperato a fatica solo da pochi anni, con buona pace delle interpretazioni protestantofile che ancora girano per le nostre chiese sulla fede che fa nascere la resurrezione e non, com’è invece accaduto, che la Resurrezione ha fatto nascere la Fede.

Annunci