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In questo viaggio in Giappone ho capito meglio lo Shintoismo.

Questa corrente spirituale, che molti faticano a chiamare religione per via del fatto che non ha fondatori e testi sacri, si basa sulla credenza nell’esistenza dei Kami, esseri spirituali che governano ogni cosa nella natura.

Prima di pregare gli shintoisti si purificano con l'acqua.

Esiste un numero infinito di Kami, come dice l’espressione giapponese “Yaoyorozu-no-kami”: otto milioni di Kami, dove l’otto simboleggia l’infinito (come nella nostra simbologia, del resto).

Questi Kami sono creature spirituali che esistono su un altro piano della realtà.

Esistono Kami di diverso “peso spirituale”: alcuni sono simili a divinità (es. Izanami e Izanagi, i due dèi creatori e Amaterasu); altri sono legati ad elementi particolari della natura (es. una cascata, una montagna..); altri infine sono le anime di uomini giusti del passato che in virtù delle loro vite pie sono diventati kami.

I kami sono venerati nei templi shintoisti.

Un tipico tempio shintoista. La corda è collegata ad un gong. Serve per avvertire il kami della propria presenza

Esistono sacerdoti addetti al culto e miko, le “vergini dell’altare”, ragazze che assistono i sacerdoti nei riti e si occupano del tempio (nel senso che spazzano per terra…)

Processione di un matrimonio shintoista. Si vedono le miko vestite di bianco e rosso.

Per venire a noi, il Giappone è stato sempre la “bestia nera” delle missioni. Anche se oggi questa idea non può più essere considerata un assioma (il cristianesimo i Giappone è fiorito presto e largamente, ma è stato anche represso molto duramente. Se pensiamo poi che la bomba atomica a Nagasaki ha colpito proprio il quartiere cristiano con la sua cattedrale uccidendo all’istante 8500 cristiani della città su 12.000…), è vero che la religione cristiana è ancora minoritaria nel paese del Sol Levante.

Uno dei problemi maggiori è l’inculturazione. Mi chiedo se la fede cristiana negli angeli e nei santi non potrebbe essere d’aiuto in questo processo di inculturazione. Con i Longobardi funzionò.

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