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È il libro di Terry Pratchett che ho appena finito di leggere. Molto ricco di informazioni scientifiche sull’origine e sull’evoluzione dell’Universo e della Terra, ma con un solo difetto. Continuava a ribadire l’inesistenza di Dio. Dato il caos e il caso, data l’evoluzione, Dio non esiste. L’ho trovato molto fastidioso. L’esistenza o meno di Dio non possono essere dimostrate scientificamente. Pratchett, che sa molte cose, questa dovrebbe saperla.

Lui stesso (e con lui Ian Stewart e Jack Cohen che hanno co-firmato il libro) afferma in molte pagine che l’emergenza della complessità della vita e la diversità degli esseri umani rispetto alle altre specie che si sono susseguite sul nostro pianeta sono incomprensibili rispetto, per esempio, ai parametri dell’entropia. Eppure questo non gli fa neppure aprire uno spiraglio ad un “forse”, ad un dubbio, ad una struttura narrativa meno assertiva. Niente. Granitico. La questione di come abbia fatto l’universo a nascere da un puntolino di spazio-tempo, la questione del “cosa c’era prima”, la questione di  come sia nato quel puntolino non vengono risolte. È così e basta (poi siamo noi i dogmatici…).

Nota positiva del libro: è scritto con molto humor.

Perché l’ho comprato? Me ne avevano parlato bene.

Perché l’ho letto fino in fondo? perché non riesco ad abbandonare un libro. È più forte di me.

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