Litanie lauretane in latino e per immagini

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Kyrie, eleison.
Christe, eleison.
Kyrie, eleison.
Christe, audi nos.
Christe, exaudi nos.
Pater de caelis, Deus, miserere nobis.
Fili, Redemptor mundi, Deus, miserere nobis.
Spiritus Sancte, Deus, miserere nobis.
Sancta Trinitas, unus Deus, miserere nobis.
Sancta Maria, ora pro nobis.
Sancta Dei Genetrix, ora pro nobis.
Sancta Virgo virginum, ora pro nobis.
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Pigrizia

  • bambini, adesso è l’ora delle favolette. Vi racconto la storia dei tre porcellini
  • no! vogliamo la storia dei pesci
  • va bene, portatemi il libro dei pesci

Il figlio maggiore porta un libro con dei pesci animati al papà

  • scegliete un pesce e vi racconterò la sua storia

I bambini indicano una medusa

  • allora c’erano una volta tre medusine: Timmy, Tommy e Jimmy…

Babà yetu

Baba yetu uliye (Padre Nostro)

mbinguni yetu, yetu (In cielo, nostro, nostro)

Amina! baba yetu, yetu, uliye (Amen! Padre Nostro)

Jina lako milele litukuzwe (Benedetto è il tuo nome, per sempre)

Utupe leo chakula chetu (Dacci oggi il pane)

Tunachohitaji (Di cui abbiamo bisogno)

Utusamehe makosa yetu, hey! (Perdona i nostri errori)

kama nasi tunavyowasamehe waliotukosea (Così come noi perdoniamo coloro che ci fanno soffrire)

Usitututie katika majaribu lakini (Non ci indurre in tentazione)

Utuokoe na yule milele na yule (Ma liberaci sempre dal male)

Ufalme wako ufike (Venga il tuo regno)

utakalo lifanyike duniani kama mbinguni (In terra come è nel cielo)

Amina! (Amen!)

L’incredibile versione del Padre Nostro in Swahili

La terribile festa di compleanno

– domani festeggeremo a scuola il mio compleanno

– oh no! è terribile!

– lo so, scusatemi, ma non sapevo come dirlo a mia madre che non volevo

– per forza, ancora non parli e stai sempre col cuccio in bocca

– un’altra ricreazione rovinata, uffa!

– ma perché, che succede durante le feste di compleanno a scuola? le feste di compleanno sono divertenti: si corre, si gioca, a volte ci sono gli animatori. Io lo so perché anche se non ho ancora due anni ho partecipato a molte feste: quella di mio fratello, quella di mia cugina e quelle degli amichetti di mio fratello…

– sì, ma tu sei arrivato da poco e non hai mai partecipato a una festa dell’asilo

– ma che si fa che è così terribile? Non si gioca? Non si corre? Non ci sono gli animatori e i pupazzi? Non si mangiano cose buone?

– In una festa all’asilo si mangia e basta. veniamo messi tutti seduti con un piattino e un bicchiere, ci viene data una pizzetta a testa, un biscotto e poi una fetta di torta e da bere solo un bicchiere di succo

– solo uno?

– sì, le maestre ti chiedono quale vuoi e poi guai se ne vuoi ancora

– ma si può parlare?

– no! si può solo cantare “tanti auguri” e battere le mani. Una cosa tristissima

– è vero, mai vista una cosa più triste. Mi dispiace che domani si festeggi il tuo compleanno

– anche a me.

Cambio di prospettiva

Perché le persone che intraprendono un serio cammino di conversione sono spesso osteggiate da altri credenti come loro, magari genitori o sposi? Perché si viene accusati di fanatismo se si comincia a pregare di più, ad andare più spesso a messa, a confessarsi di più, se si desidera partecipare a qualche pellegrinaggio? Ultimamente ho avuto un’intuizione che forse potrebbe essere la risposta a questo interrogativo. Credo che non basti per una persona essere credente. Dato che il peccato originale ci ha guastati rendendoci disperatamente egocentrici, è abbastanza normale cominciare il cammino di fede in modo egocentrico: preoccupandosi che Dio sia a nostra disposizione per aiutarci, esserci vicini, risolverci i problemi, ecc. Per carità, è vero. Dio vuole esserci vicino per aiutarci e tutto quanto, ma in una relazione a due c’è anche il momento in cui si lasciano da parte i propri programmi e desideri e si cerca di aiutare l’altro, di fare qualcosa per lui. Se nelle relazioni umane questo è abbastanza chiaro, non è così in quella con Dio. Sembra che un Dio che ci chieda qualcosa oltre l’osservanza dei comandamenti sia un Dio cattivo, prepotente, ingiusto. Allora può darsi di vedere persone essere credenti ma di non aver fatto mai nulla per la gloria di Dio e di aver cercato solo la propria tranquillità.

Lo Spirito Santo e gli Apostoli

Vado a Messa alle otto del mattino. Nessuno si alza per leggere, vado io. Prima lettura:

Dagli Atti degli Apostoli
At 15,1-2.22-29

In quei giorni, alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l’usanza di Mosè, non potete essere salvati».

Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.

Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene allora di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli. E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d’accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch’essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!

Lo Spirito Santo e gli Apostoli raccomandano, anzi, comandano, di stare lontani dalle unioni illegittime. Ah.

Amleto, atto III, scena IV

Guardate questo ritratto, e quest’altro:
sono le immagini di due fratelli.
Osservate la grazia ch’era assisa
su questo volto: ricci d’Iperone,
fronte degna di Giove, occhio di Marte
sempre pronto alla sfida ed al comando;
atteggiamento di Mercurio Araldo
nell’atto in cui si posa sopra un colle
che bacia il cielo: un’armonia di forme
nella quale sembrava che ogni dio
avesse impresso il suo proprio suggello
per dare al mondo la perfetta immagine
d’un uomo. Questo era il vostro sposo.
Attenta adesso a quel che viene dopo.
Questo è vostro marito:
una spiga infettata dalla ruggine,
ch’ha infettato e corrotto il seme sano
di suo fratello… Ma gli occhi, li avete?
Come avete potuto abbandonare
i pascoli di questo monte aprico
per grufolare in questo immondezzaio?
Avete occhi, dico?… Non mi dite,
per carità, che è stato per amore!
All’età vostra ogni bollor di sangue
s’addolcisce e s’accorda alla ragione;
ma qual ragione potrebbe decidere
di passare così, da questo a quello?
Discernimento, certo, voi ne avete,
ché non potreste avere volontà,
ma questo senso è in voi paralizzato
sicuramente, perché la follia
non peccherebbe; né il discernimento
fu mai tanto asservito al vaneggiare
da non sapere conservare in sé
un minimo di facoltà di scelta
di fronte ad un sì chiaro paragone.
Qual è stato il demonio
che v’ha presa così a mosca cieca?
Occhi che fossero privi del tatto,
tatto che fosse privo della vista,
orecchi senza mani e senza occhi;
odorato da solo, senza gli altri,
o anche solo una parte malata
d’un solo senso, non avrebbe agito
in un modo così sconsiderato.
O Vergogna, dov’è il tuo rossore!
Dannata ribellione della carne,
che puoi ancor destare la tua vampa
nel cuore d’una femmina matura!
Allora per l’ardente giovinezza
sia cera la virtù, e si liquefaccia
con l’ardore della sua stessa fiamma!
Né si gridi vergogna
se un impulsivo ardore ci assalisca,
ché pure il ghiaccio si fa fuoco vivo
se alla voglia è mezzana la ragione.