La stoltezza di Dio, più sapiente degli uomini

Tag

Onde, poi ho seguito le ore della Passione e seguivo il mio dolce Gesù nell’atto in cui fu vestito e trattato da pazzo. La mia mente si perdeva in questo mistero e Gesù mi ha detto:
“Figlia mia, il passo più umiliante della mia Passione fu proprio questo, l’essere vestito e trattato da pazzo, divenni il trastullo dei giudei, lo straccio loro; la mia infinita sapienza non poteva sostenere umiliazione più grande . Eppure, era necessario che Io, Figlio d’un Dio, soffrissi questa pena? L’uomo, peccando, diventa pazzo, pazzia più grande non può darsi e da re qual è, diventa schiavo e trastullo di vilissime passioni che lo tiranneggiano e più che pazzo lo incatenano a loro bell’agio, gettandolo nel fango e coprendolo delle cose più sporche, oh! che gran pazzia è il peccato, in questo stato l’uomo mai poteva essere ammesso innanzi alla Maestà Suprema, perciò volli Io sostenere questa pena così umiliante, per impetrare all’uomo che uscisse da questo stato di pazzia, offrendomi Io al mio Celeste Padre a sostenere le pene che meritava la sua pazzia. Ogni pena che soffrii nella mia Passione non era altro che l’eco delle pene che meritavano le creature, quell’eco rimbombava su di Me e mi sottoponeva a pene, a schermi, a derisioni, a beffe ed a tutti i tormenti.”

Libro di Cielo vol 14, 1 Aprile1922

Ripassino

Tag

Ecco cosa eravamo e cosa abbiamo perso:

“Sarà bene ricordare come Dio aveva creato Adamo ed Eva e quali doni avevano ricevuto: anzitutto i doni soprannaturali (ossia totalmente gratuiti, ricevuti da Dio, al di sopra e al di là della capacità umana di riceverli):
grazia santificante, per raggiungere, con l’apporto della volontà unita a quella di Dio, formidabili gradi di santità;
scienza infusa, con la quale si possono conoscere per rivelazione moltissime cose per apprendere le quali, ordinariamente, occorre studio, sforzo e fatica;
doni mistici abituali (come sappiamo dalla Genesi Dio passeggiava nell’Eden e Adamo “ci parlava”).
Poi i doni preternaturali (questi doni sono conseguenza dei primi e sarebbero stati mantenuti solo a patto che l’uomo non si separasse dalla Divina Volontà):
integrità, ossia pieno dominio delle facoltà superiori (intelletto e volontà) sul corpo, sulle passioni e sui sentimenti, in modo che l’uomo mai poteva essere trascinato da qualche passione insulsa o sentimento malsano, essendo totalmente assente la benché minima forma di concupiscenza;
immunità da ogni malattia e sofferenza;
immortalità;
soggezione di tutto il creato e di tutte le creature a sé.
Infine i doni naturali:
un corpo perfetto, bello, senza alcuna bruttura o imperfezione;
le passioni e i sentimenti perfettamente ordinati ai loro fini retti;
un intelletto lucidissimo e pienamente attivo, una volontà forte e ferma, una memoria lucida e stabile nel conservare i ricordi e nel richiamarli alla mente.
E inoltre, intorno a sé, un creato perfetto, molto più bello e ordinato di quello che possiamo contemplare adesso, a lui totalmente soggetto e di cui goderne tutte le bellezze. Ecco il gioco di amore primordiale: Dio che si compiace di aver riversato questo oceano di doni, l’uomo che ne gongola inabissato e sommerso da tanto amore e, prima della caduta, ricambia il suo Dio con l’amore di tutto se stesso. Tutto questo sarebbe stato mantenuto a condizione di non separarsi dalla Divina Volontà ma mantenersi ad essa unito nell’obbedienza.”
Leggi il resto